L’altra metà dell’aforisma

Siamo abituati a leggere aforismi dovunque: su internet, sui giornali, nelle pubblicità, persino sulle bustine dello zucchero al bar. E spesso non è che siano tutti adatti al contesto, più volte sono fraintesi, addirittura in rari casi si cerca di comunicare qualcosa che il loro scrittore non ha mai lontanamente pensato di dire. Premesso che ci sono alcuni che hanno passato la loro vita più tempo a fare aforismi che meteorismi, tipo Oscar Wilde, non sempre questi pensieri vengono riportati in maniera completa. Manca nella maggior parte dei casi l’altra metà dell’aforisma che in effetti chiarisce meglio il contesto e ne rende più chiaro il significato.

Fa più rumore un albero che cade piuttosto che una foresta che cresce (Lao Tse). Dipende da dove hai la foresta (Estetista moglie Lao Tse).

Eppur si muove (Galilei). Non rompere il cazzo (La fatina dei dentini di Galilei).

La vita è quello che ti capita mentre stai facendo altri progetti (John Lennon). Scusa ma i miei progetti sono più fighi (Mark David Chapman).

Ogni bacio chiama un altro bacio (Proust). Allora che cazzo vieni a fare. (Dietologo di Proust)

Tutto ciò che è profondo ama la maschera. (Nietzsche) A me rimane tra i denti (Squalo personale di Nietzsche).

Quando l’allievo è pronto, compare il maestro. (Buddha) Queste lezioni di magia mi hanno rotto le palle (Silvan).

Il falegname piega il legno, l’arciere crea le frecce, il saggio modella se stesso. (Buddha) Solo tu stai in cassa integrazione. (Moglie di Buddha).

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