Oltre Facebook

Sono stato per l’ennesima volta bloccato come utente di Facebook. Questa volta si è trattato di tre giorni, causa recidiva. In effetti non è la prima volta che mi succede, ma posso ricordare almeno nove o dieci ban, di un giorno, di alcune ore, semplici avvertimenti.

In tutti i casi è stata una battuta interpretata male a spingere qualche utente a segnalarmi, dato che il mio profilo è pubblico e tutto ciò che scrivo può essere letto da chiunque, mentre parallelamente c’è l’on. Gasparri che posta immagini di persone con teste mozzate sul suo profilo, ma non viene bannato, nonostante sia il sottoscritto, sia altri utenti lo abbiano più volte segnalato a Facebook.

Siccome un luogo dove si adoperano due pesi e due misure non è di mio gradimento, se proprio devo scegliere uno con queste caratteristiche scelgo il mondo reale e tangibile, non quello di persone che si nascondono dietro foto ritoccate, personaggi costruiti, depositari di verità elargite al mondo dalla propria cameretta dell’Ikea.

Non so quanti amici ho su Facebook, credo sui cinquecento, che poi sono più o meno quanti ne ho nella vita, almeno a giudicare dalla rubrica sul mio cellulare. E cinquecento sono meno di uno su centomila di tutti gli italiani e anche meno di uno su dieci milioni di tutta la popolazione mondiale.

Se tra gli utenti di Facebook ci sono persone che non accettano un certo tipo di umorismo, e la regola è che sia chi fa quell’umorismo ad essere rigettato, non discuto, ma semplicemente ne deduco che il posto non è adatto a me.

Per completezza la battuta che ha causato l’ultimo ban è stata questa:

Maiorino: “Se verrò eletto sindaco a Milano, nella mia giunta ci sarà un gay. ” Finalmente si pone un limite ai ricchioni.

Chi ci vede una offesa ai gay non ha capito lo spirito della battuta che invece vuole evidenziare proprio il contrario. Se Maiorino ha tenuto a specificare l’assessore gay, vuol dire che implicitamente lo considera come un soggetto a parte, tipo il disabile che devi assumere per forza come centralinista. Una persona che non fa differenza tra gay ed eterosessuali, nemmeno si sogna di dire una cosa del genere. Altrimenti perchè non avrebbe detto: “Nella mia giunta anche un calabrese.”?

Non ci sono più ragioni per frequentare Facebook dato che:

  • non ho gatti e non ho foto di essi da mostrare
  • non cucino bene e non ho intenzione di far vedere quello che mangio
  • non sono vegano e quindi non ho necessità di dirlo a tutti
  • non ci tengo a far sapere dove sono e che faccio
  • non mi piace dare il buongiorno a nessuno se non di persona
  • non è carino dare gli auguri solo perchè me lo ricorda Facebook
  • vorrei non aver bisogno di apparire sulla timeline delle persone perchè qualcuno si ricordi di me
  • vorrei avere la libertà di scrivere quello che voglio, tanto più se non offende nessuno
  • come tutte le cose prima o poi andrà in disuso e vorrei essere tra quelli che ce lo faranno andare

Quindi l’unico modo è eliminare il profilo o alimentarlo solo in automatico, continuando a scrivere solo sul mio blog.

Resterò comunque membro degli staff e delle pagine con cui attualmente collaboro e che alimenterò per vie diverse, sicuramente non attraverso Facebook.

 

 

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