Satyricom 2016. La genesi.

“Chi sa solo di satira, non sa niente di satira.”

E’ il 1987, siamo in un liceo scientifico, di una cittadina caotica e scientificamente disorganizzata come poche, ancora oggi domicilio segreto di Gian Maria Volontè. E’ Montesilvano, un ragazzo sta terminando gli studi e saluta i suoi professori. E’ un altro di quei cervelli che parte e va in fuga verso una città buia, grigia, fredda lontana e triste: Ancona. Un altro ragazzo, dall’accento del sud, arriva nello stesso liceo, dagli stessi professori. Si racconta che la professoressa di filosofia, dopo il loro passaggio in quell’istituto, chiese il pensionamento anticipato e si dedicò alla lotta all’estinzione dei rinoceronti beige in Costa D’Avorio. Cos’hanno in comune questi due ragazzi? All’epoca niente, adesso uno dei due in comune ha l’ufficio, in quello appunto di Montesilvano. Sembra incredibile, ma nessuno aveva mai saputo dell’esistenza dell’altro, nonostante abitassero a pochi chilometri di distanza e, caso che tra gli scommettitori inglesi è dato a uno su un miliardo, a Montesilvano non si erano mai tamponati. Nel frattempo, in una mensa di Harvard, tra un ketchup e una pizza di polistirene, uno studente modello di nome Mark Zuckerberg, inventa quello che lo avrebbe fatto diventare ultramiliardario. Qualcosa a cui nessuno aveva mai pensato prima, un luogo virtuale dove far incontrare donne in età, fortemente ritoccate, psicologicamente instabili e allo sparo delle loro ultime cartucce, con uomini allupati, in astinenza da anni e in coma da figa, a cui astutamente dà il nome di Facebook. Questi due ragazzi, iscrittisi a Facebook per pura curiosità, ripeto per pura curiosità, non appartenendo alla specie di uomini citata, ripeto ancora per pura curiosità, cominciano a tempestare le loro pagine di battute fenomenali, fantastiche, meravigliose, mai sentite prima da nessuno al mondo. E con loro grandissima sorpresa ricevono al massimo uno o due like, di solito da un certo Carlo Rubbia e, quando ci riesce, da Stephen Hawking. Allora entrambi, seppure non essendosi mai visti, hanno la stessa idea, cioè cominciano a scrivere cazzate idiote, volgari, senza un minimo di ritegno, alla portata delle menti più chiuse e ignoranti. Magicamente, cominciano a raccogliere ogni giorno decine, centinaia, migliaia di like, richieste di amicizia da persone importanti, politici, giornalisti, mamme, negri, troie ed omosessuali in genere che li portano all’apice della notorietà e delle minacce di morte. E’ l’estate del 2013, un talent scout pescarese li nota e li coinvolge in un collettivo di satira, una di quei tipi di pagine che oggi sono così tante, che dalle ultime stime di gennaio 2016, superano il numero di categorie di YouPorn. E uno dei due, che per comodità chiameremo Francesco, chiama al telefono l’altro, che per comodità chiameremo al telefono. Fabrizio risponde che è intrecciatissimo, incasinatissimo, quasi sommerso, sta infatti tirando fuori il kayak dall’acqua per portarlo sotto la palma dove effettua di solito la manutenzione. Francesco gli dice che c’è un raduno a Milano e gli chiede di andare assieme, con una sola macchina. La leggenda racconta che durante la telefonata inventano Blablacar ma regalano l’idea a un amico che due giorni dopo diventa ultramiliardario. Così, in una mattina assolata e caldissima di luglio, Fabrizio percorre le trentaquattro rotatorie che separano Montesilvano da Montesilvano e lo raggiunge. Non sanno ancora minimamente a cosa andranno incontro. Ma lo capiscono subito. Dai 38 gradi e umidità tipo Sahara di Montesilvano, attraverso Ancona, Pesaro, Rimini, Forlì, Faenza, Bologna, Modena, Piacenza, giungono a Milano dove li attende una pioggia torrenziale e una temperatura non facilmente definibile, tanto che nemmeno il pinguino a cui chiedono informazioni sa rispondere con certezza. Dopo il raduno e la cena di stile milanese al ristorante Marco Pannella, passano la notte in un alloggio di fortuna, e lì sviluppano dei nuovi concetti sulla legislazione che a tutt’oggi ha portato alla legalizzazione delle coppie di fatto. Durante il viaggio di ritorno, mentre dissertano di tutto quello di cui due quarantenni italiani normalmente discorrono, cioè Inter, Napoli, Android e figa, partoriscono l’idea di creare una pagina in comune. Nasce Scie Comiche. Ricevono immediatamente un altissimo gradimento, vengono nominati al Macchianera come pagina rivelazione dell’anno, vengono citati su numerosi siti e in tribunale, dall’Arcigay, dall’Assovegani, dall’Associazione dei fan club di Tiziano Ferro. Una sera di inverno del 2015, nei dintorni del Natale, Francesco propone all’assessore alla cultura di Pescara, che per motivi di privacy chiameremo Giovanni, di organizzare una megarassegna di satira web a Pescara, ma Giovanni glissa, non sembra convinto. Una settimana dopo Giovanni chiama Francesco e gli dice che ha una ideona, che potrebbe interessarlo, e a cui forse non aveva mai pensato: organizzare una megarassegna di satira web a Pescara. Francesco ne è entusiasta.

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