Social network ed economia in Italia.

Nell’immagine in basso, vengono messi a confronto l’andamento del rapporto percentuale del debito pubblico rispetto al PIL e l’incremento degli iscritti a Facebook in Italia nello stesso periodo.
Alcuni studiosi internazionali hanno esaminato i grafici e sono arrivati a pareri discordanti ma comunque plausibili che riportiamo:

  1. “Are you thinking what I am thinking?” (Nick Brown, University of Oklahoma)
  2. “Non credo ci siano dei legami, ma non mi sento di escluderlo.” (Ermanno Civati, Istituto di Indecisione Superiore, Rieti)
  3. “Il me semble comme un tableau de merde.” (Michel Dufresne, Bureau de Dénigrement pour le Non-Français, Lyon)
  4. “我總是說義大利人都是令人難以置信的混蛋” (Mai Na Joi, Dipartimento Copie e Cloni, Università di HangZhou)

 

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Stiamo tuttora raccogliendo altre informazioni da Facebook per poter accrescere gli elementi a nostra disposizione e formulare una conclusione più chiara.
In parallelo, un altro gruppo di ricercatori guidati dal prof. Tullio Lascia, sta verificando l’efficacia dei social network nel disilludere le persone intelligenti sul fatto che gli altri siano in grado di comprenderli. Si cerca in particolare di focalizzare lo studio sulla errata sopravvalutazione dell’essere umano che si aveva prima dell’avvento dei social e sull’efficacia di Facebook di farci aprire gli occhi e di metterci davanti al fatto concreto che la maggioranza della gente non capisce una beata mazza.

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