La scuola oggi.

Voi siete mai andati a scuola? Leggendovi non si direbbe.
Quando andavo io a scuola, era tutto più semplice. Non studiavi? Due. Facevi casino? Fuori. La professoressa raccontava tutto ai genitori? Tornavi a casa e botte pure dai tuoi genitori.
Invece oggi è tutto diverso. Ho letto ieri che un padre ha tirato uno schiaffo al figlio e gli hanno dato dieci giorni di reclusione. Su questa base, adesso mio padre sarebbe ancora a Guantanamo.
Mio padre quando ero piccolo mi diceva sempre: “Vai a scuola, se ti impegni a fondo e sudi come si deve, poi nella vita diventi bravo, amato e apprezzato e di conseguenza anche famoso e ricchissimo. Anche perché nella vita solo quello ormai ti è rimasto da fare, perchè a giocare a pallone sei un cesso.”
Non sono mai voluto andare all’asilo. Forse perché ai miei tempi in tutti gli asili c’erano le suore e non le ho mai sopportate. Mi scuso se c’è qualche suora che sta leggendo. Per cui il giorno che ho compiuto cinque anni, mi sono presentato direttamente alla porta della scuola elementare. La bidella mi ha guardato e mi ha detto: “Guarda che per entrare in questa scuola ci vogliono sei anni.” “Ammazza che cazzo di corridoio lungo che tenete!”
La scuola è stata una maestra per la mia vita. Se a scuola ho compreso quali sono i valori della resistenza, lo devo completamente ai miei insegnanti e ad uno in particolare. Grazie, professore di Elettrotecnica.
Anche il latino è stato importante, sennò non avessi mai potuto impararmi l’italiano. Avevo una professoressa di latino bravissima ma vecchia ma vecchia, ma vecchia. Pensate che era madrelingua.
Una volta non facevamo mai filone a caso, ma solo per le cose importanti: la pace nel mondo, la primavera, la guerra del Golfo. Io me l’immagino il presidente degli Stati Uniti nella stanza ovale che convoca lo Stato Maggiore: “Oh ragazzi, la terza B dello scientifico di Montesilvano ha fatto sciopero stamattina, cazzo. Dobbiamo ritirare le truppe da Baghdad, porca puttana.”
Nessuno marinava la scuola senza un motivo, tranne quelli dell’alberghiero. Perché dice che era più saporita.
Da ragazzi noi eravamo più responsabili, ci impegnavamo, ci tenevamo, non sopportavamo di andare male ad una interrogazione. Al liceo un mio compagno mi ricordo prese un brutto voto e si tuffò dalla finestra. Ottenendo 9,465. C’erano tutti i professori con le palette. Tipo Guillermo Mariotto di Ballando con le Stelle.
E oggi invece? A scuola succede l’inverosimile. A Palermo un professore di fisica ha cambiato sesso durante l’anno scolastico. Capite la gravità?
E allora l’altro giorno sul giornale? “La studentessa violentata da sei compagni di classe ha uno sfogo:” E ti credo.
In un asilo del modenese, una maestra della materna è stata coinvolta in casi di botte, bestemmie, insulti e maltrattamenti. Hanno arrestato due bimbi. Bastardi. I bimbi intendo. Che cazzo vi ha fatto la maestra? Fino a mescolarsi tutto coi fatti di cronaca nera: insegnante scomparsa, interrotte tutte le ricerche. Tanto, quando cazzo le corregge? Professoressa uccisa e fatta a pezzi, interrogati in quattro. Allora vedete che non è servito a un cazzo? A Napoli, hanno fermato la figlia di un boss con 120 dosi di marijuana nello zaino. La Polizia stupita: “Cazzo ci devi fare?” “È che oggi a scuola era la giornata ‘Il lavoro del mio papà'”. L’altro giorno ho detto a mia figlia: “Figlia mia, Equitalia mi ha inviato una cartella da centomila euro.” “Bravo papà prestamela, pensa che cazzo di figurone faccio domani a scuola!”
Una volta si facevano scherzi stupidi, innocenti: spaccavamo le righe, tiravamo i cancellini, i gessetti. Per esempio alle elementari abbiamo preso un compagno e gli abbiamo fatto ingoiare un astuccio. A momenti ci rimetteva le penne. Oggi invece ci sono i cosiddetti bulli, è pieno di fenomeni di bullismo. Due mattine fa ho visto tre ragazzi che davano fuoco ad un compagno sovrappeso. Sono andato per fermarli, ho detto: “Che cazzo fate?” E lui: “Mio padre è dietologo, ogni giorno mi rompe i coglioni con ‘sto fatto che si devono bruciare i grassi.”
E delle strutture scolastiche vogliamo parlarne? In Italia sono tantissime le scuole pericolanti, in diversi istituti cade l’intonaco. Vedi che avevo ragione io che stavo tutta la mattinata a fissare il soffitto?
La cosa positiva è che la scuola di oggi non conosce barriere, è alla portata di tutti. Ieri Mattarella ha telefonato a un ragazzo autistico appena diplomato. “È meraviglioso che una persona con gravi problemi riesca ad ottenere dei risultati eccezionali tra la diffidenza di tutti”, ha dichiarato il ragazzo autistico. Che poi è lo stesso ragazzo autistico che si era perso durante una gita. Eppure era grosso e vaccinato. Ma a onor del vero devo dire che anche quando andavo a scuola io, avevo un professore che ha tenuto decine di lezioni sulla sedia a rotelle. Ma che cazzo me ne fregava a me di come funziona una sedia a rotelle! Persino il marò Girone è riuscito ad ottenere un diploma e ora è perito. Come fosse un pescatore indiano qualunque.
Quando andavo a scuola io non c’erano, ma adesso ci sono. Parlo degli immigrati, gli stranieri. Ormai dobbiamo abituarci a convivere con una scuola multietnica. Per esempio in una scuola elementare di Padova su 66 bimbi solo uno è italiano. Gli altri sono di Padova. I miei professori erano tradizionalisti. Di crocifisso in aula ne potevamo tenere uno, di solito era quello che veniva beccato a copiare. Ma ormai in classe con mia figlia vanno ragazzi di tutte le religioni, oltre ai cattolici Brian e Kevin, i musulmani Mario e Vincenzo, i testimoni di Geova, Otto e Domenica.
Che poi oggi pare che in Italia tutti quanti aspirino a fare i professori. Sono i precari. Sapete chi sono i precari? I precari sono quelli che si radunano in piazza, sfidano i poliziotti, lanciano molotov, spaccano vetri, ribaltano cassonetti e fuggono disperdendosi. E poi, quando gli dici di fare due fotocopie, si incazzano. Per l’ultimo concorso di docenti per la scuola media, c’erano 165mila domande. E quando cazzo lo finiscono il compito? Ci sta pure chi non ci riesce e si spaccia lo stesso per professore. Uno l’altro giorno lo hanno arrestato e ha detto: “Ma io faccio lezione da 30 anni”. “E infatti ci sembrava un po’ lunga sta cazzo di lezione.”
Alla fine, pazienza, consoliamoci, anche all’estero non è che le cose vadano meglio. In medio oriente ci sono molti figli di jihadisti che brillano a scuola: finora 185 morti. La scorsa settimana alcuni studenti palestinesi sono rimasti colpiti dai missili israeliani: “Cazzo, belli!”. Per giunta stamattina, in un college del Wisconsin, ci sono stati attimi di paura per la presenza di due studenti non in possesso di armi. E tanto per completare l’opera la marijuana potrebbe diventare legale nelle scuole di Washington. Di questo passo dove andremo a finire? Io a Washington.

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