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Lo so che parlare di omosessualità può scadere in un discorso ormai trito e ritrito, e risultare oltretutto ripetitivo. Rischierei di dire cose ovvie, banali, che l’importante è l’amore, che in natura molti animali sono omosessuali, che la tendenza eterosessuale non è necessariamente definita dalla nostra nascita, che non esistono sessi distinti, insomma le solite cazzate.
Tuttavia volevo farlo in maniera più leggera, limitandomi ad un aspetto forse accessorio e marginale ma non per questo meno rilevante. Se me lo consentite, avevo intenzione solo di parlare di un aspetto dell’omosessualità, in particolare di mettere in luce alcune sottili differenze, di puntualizzare dei concetti. E cioè volevo rimarcare che di base non dobbiamo etichettare tutti gli omosessuali come gay, perché ci sono alcuni che sono froci, e altri che sono ricchioni.
Che differenza c’è tra questi tre aspetti dell’omosessualità? E’ importante averli bene in mente perché non sia mai che dai del frocio a un gay, magari, che ne sai, se ne può avere a male. Soprattutto se sei ricchione e quindi non avresti nemmeno il titolo per farlo. Diciamo che funziona più o meno tipo carta, sasso e forbice.
La prima discriminante si basa sulla effettiva capacità finanziaria. Vale a dire che se sei uno stilista di successo, un coiffeur lisci perfetti, un cantante famoso, un fratello minore di cantante famoso, un attore, un politico pugliese estremamente prolisso, allora sei gay. Se invece ti piacciono gli uomini, ma lavori cinquanta ore alla settimana alla catena di montaggio di Mirafiori, o fai milleduecento chilometri al giorno come camionista, o scarichi sei bilici ogni mattina come magazziniere, allora sei ricchione. Mentre, se lavori in una catena di montaggio o sei camionista o magazziniere, ma cammini in modo particolare, ti fai i colpi di sole ogni giovedì, porti una borsa a tracolla capiente e ti vesti con abiti colorati e alquanto bizzarri, non perderti nemmeno un gay pride, allora sei frocio.
Ecco, magari mentre lo dico potete farvi una piccola tabella, prendete una penna e un foglio e mettete le tre colonne con G, R ed F e poi aggiungendo le righe man mano. Così lo segnate una volta per tutte e non vi trovate impreparati nelle prossime crociere sul mediterraneo o durante le cene dei vostri corsi di capoeira e zumba fitness.
La seconda differenza viene fuori da come ti vede la tua ex ragazza. Se l’hai lasciata tu, allora lei dirà che hai tendenze gay, e quindi ha preferito che tu scegliessi la via più consona alla tua indole sessuale. Se ti ha lasciato lei, invece, lei sosterrà che tu non abbia apprezzato la sua femminilità e sensualità prorompente dimostrandoti un grandissimo ricchione. Se invece lasci la ragazza, ti metti col tuo migliore amico e lo fai apposta a postare su Facebook le foto in cui sei in piscina abbracciato a lui, o a farti vedere in giro da lei in tutti i locali della città, allora sei frocio.
Terzo, se puoi unirti in matrimonio col tuo fidanzato gay, in Comune, davanti al sindaco con fascia tricolore di ordinanza, con tanto di acconciatura, barba fatta dal barber shop, abito, cerimonia, testimoni e amici etero che festeggiano a lume di candela in un ristorante di lusso per far vedere di essere aperti e di non essere i soliti provinciali che invece sono, allora sei gay. Se invece riesci a malapena a convivere, o fare con lui una vita da fidanzato, sebbene all’insaputa dei tuoi genitori, con qualche amico o confidente che ne è messo al corrente, allora sei ricchione. I ricchioni possono lasciarsi ma si rimettono insieme entro breve, perché lo fanno apposta a non cambiare palestra, non si sa mai. Se invece ti dedichi all’amore libero, non hai un partner fisso ma salti di palo in palo, sei per lo più single e frequenti discoteche, palestre, appuntamenti al buio e apericene in locali vegetariani pieni di fiori, verdure e lavagne con scritte del cazzo, allora sei frocio.
Se baci il tuo partner in pubblico, giri per strada abbracciato a lui in tenere effusioni, sotto gli occhi di famiglie e pensionati, allora sei gay. Se preferisci essere più riservato e vivere la tua relazione all’ombra, anche all’insaputa della vicina o della moglie pettegola del locatore, organizzando cene private a casa tua, affacciandoti assieme a lui ad un balcone fronte mare per un fugace bacio nella brezza dolce dell’Adriatico, sei ricchione. Se vivi la tua sessualità in modo così occulto e segreto da lasciare il tuo numero di cellulare nei bagni di tutti gli autogrill di Autostrade per l’Italia, esclusi solo Brecciarola ed Esino ovest, corredandolo con la didascalia “Bocca di velluto esegue lezioni di flauto a camionisti villosi”, allora sei frocio.
Ci tengo a sottolineare che questa distinzione, basata su una mera precisazione, non vuole assolutamente essere discriminatoria. E’ come più o meno identificare varie specie di legumi dal loro sapore, colore e tipo coltivazione. Per me, gay, ricchioni e froci sono tutti esseri esattamente uguali tra loro e rispettabilissimi.

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