Voglio parlare di razzismo.

Oggi voglio parlare di razzismo. Cosa sono quelle facce scure?

Visto? avete riso. Allora vi prego di non fare i soliti buonisti, ai quali tutto va bene, quelli che prima si chiamavano democristiani e adesso si chiamano radical chic.

I primi razzisti siete voi. Siete voi che se uno parla di negri, dite: “No si dice uomini di colore”, se uno parla di ricchioni, vi scandalizzate: “eh no si dice gay”, di handicappati, “come ti permetti si dice disabili”. Voi siete razzisti perché date peso alle parole. Se tra cento pecore, ce ne fossero otto nere e io dicessi, mi ammazzi quella pecora nera? Voi vi scandalizzereste perché ho detto nera e non perché con quella povera pecora faccio 1800 arrosticini. Se date importanza all’aggettivo, vuol dire che voi siete i primi razzisti.

Scusi, la Mercedes GLA che ho scelto, me la può far arrivare grigia metallizzata? Ah allora lei è contro il blu cobalto? No è che a me piace grigia metallizzata, anche mia moglie la vuole così. Allora siete una famiglia di beceri grigiometallizzisti che non hanno di meglio da fare che combattere contro la bellezza e la storia del blu cobalto!

Un giorno uno dei candidati a sindaco per il comune di Milano (candidato del Pd, quindi un radical chic originale), in una conferenza stampa disse: “Se verrò eletto, prometto che nella mia giunta ci sarà anche un omosessuale.” Ma bravo, che vuoi che ti dica? Menomale che finalmente metti un limite ai froci nelle giunte comunali? Ti rendi conto che è la cosa più discriminatoria che una persona possa dire verso un’altra?

E un calabrese? Non vogliamo mettercelo? Un nano? Un commercialista? Una vecchia troia? Che ti hanno fatto le vecchie troie?

Sei in carrozzina, per cui sei diversamente abile. No, altrimenti non ti facevano i parcheggi apposta o le rampe alle poste. Hai un handicap evidente. Vedi? Io salgo a piedi alle scale, sto in fila alle poste due ore in piedi, se voglio faccio una passeggiata intorno alle poste, impenno sulla moto, metto le cuffiette e ballo, tu come cazzo fai?

Sei diversamente abile? Ah ok, allora sai che ti dico: “Va bè magari ha abilità diverse, per cui che cazzo me ne frega, alla fine si arrangerà in altro modo. Le rampe? Se le fa lui come gli piacciono di più, che cazzo vuole da me? Parcheggia dove cazzo trova, sennò si compra un garage come ho fatto io quando non trovavo il posto nemmeno per la mia merda di Smart le domeniche di mare.”

E invece no, porca troia! Ha un handicap, è chiaro che non può fare le stesse cose che fa la maggior parte delle persone, è evidente. Per cui quelli che fisicamente e mentalmente possono farlo, devono, e sottolineo devono aiutarlo per fargli vivere la vita nel modo migliore possibile nonostante tutto.

Il modo più sicuro per non trovare mai una soluzione, è nascondere il problema, ricordatevelo.

Sei di religione musulmana? Ok benvenuto a cena. Non mangi maiale? Non preoccuparti ti faccio portare l’agnello. Magari il figlio della pecora di prima, tanto ormai è orfano e destinato a una vita di merda. Sappi però che io il maiale lo mangio. Per cui quando vengo in Egitto, se siamo due civiltà sullo stesso piano, se a cena te lo chiedo, tu le costatine me le cucini. Altrimenti la prossima volta che sei ospite a cena con me a Montesilvano: “C’è solo maiale stasera, qui fanno solo maiale, è un ristorante di maiale che cazzo vuoi, si chiama ‘Soloporco’! Mangia quello che ti portano, sennò digiuna e vaffanculo, brutto razzista!”

Secondo i razzisti medi, gli stranieri sono nati per delinquere, i neri ci rubano il lavoro, i romeni trafficano il rame, gli albanesi stuprano le donne. “Eh ma se dici così fai di tutta erba un fascio”, o sei un fascio che ha fumato erba, non lo so quando parlano questi non ci capisco un cazzo.

E’ vero, è giustissimo, non bisogna dare giudizi sommari. Ragionando con questa logica non si identifica il vero problema. Il vero problema è che come ci sono coglioni, ladri, teste di cazzo ed enormi puttane tra noi italiani, ce ne sono tra gli albanesi, i rom, i senegalesi, i romeni e anche gli islandesi e i portoricani.

La vera antitesi al razzismo è riconoscere che siamo tutte civiltà composte da gente di merda. Questa è la base da cui partire.

Dobbiamo essere razzisti verso i coglioni, verso la gente che non fa un cazzo, arrivista e che approfitta delle debolezze altrui, verso la gente che dà del razzista. Tutti questi andrebbero deportati e gettati tra le fiamme. Fusi assieme agli sportelli delle Mercedes GLA blu cobalto.

No, fanculo, grigio metallizzato.

 

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Scienza e opinioni.

Secondo voi i vaccini fanno male?

Ragazzi, rispondete. Secondo voi i vaccini fanno bene e aiutano a debellare un sacco di malattie pericolose o sono delle sostanze inutili sponsorizzate dalle lobby farmaceutiche e fanno piuttosto venire l’autismo? Sì o no? Rispondete.

Quanti sono medici tra di voi? Allora tranne ai medici, che pure potrebbero avere dei limiti, come tutti gli umani, agli altri voglio fare una domanda: “Cosa cazzo vi viene in mente di rispondere? Che ne volete sapere? Come fate a dare un giudizio su un vaccino? Cosa vuol dire autistico? Lobby sapete cosa vuol dire? Sapete cosa vuol dire vaccino? O siete ancora rimasti agli SMS scritti con le kappa?”

Dovete sapere che una caratteristica fondamentale di alcune malattie infettive è che dopo averle contratte si acquisisce una “immunità” tale che non ci si ammalerà mai più delle stesse malattie per tutto il resto della vita. Questo accade perché il nostro sistema immunitario impara a riconoscere il microorganismo responsabile della malattia e si prepara ad affrontarlo, in occasione di un eventuale futuro incontro, in maniera molto più efficace. La vaccinazione, quindi, crea una specie di memoria in assenza di malattia. Grazie alla vaccinazione, alcune malattie come la polio o la difterite sono state eliminate o sono diventate rare nel nostro Paese ma non completamente debellate. Per esempio, il morbillo è ancora diffuso in Italia e il rischio di ammalarsi per le persone non vaccinate è elevato.  Se la percentuale di individui vaccinati all’interno di una popolazione è elevata, la trasmissione dell’agente infettivo è ridotta. Questo fenomeno si chiama “immunità di gregge”. La vaccinazione quindi è un atto di solidarietà che può migliorare il livello di salute di un’intera popolazione.  O pensate che basti mandare un SMS al 4848 con scritto “NO al morbillo”?

Secondo voi la dilatazione del tempo è compatibile con la contrazione delle lunghezze sulla base della teoria della relatività ristretta? Certo che lo è! L’integrale di volume della divergenza del flusso di un campo vettoriale è uguale all’integrale di superficie del rotore dello stesso campo? Certo, cazzo. Altrimenti andate da Ostrogradskji e dimostrategli il contrario.

Se pensate che la terra sia rotonda alzate la mano. Sicuri? Ecco adesso di certo qualcuno ha abbassato la mano. Perchè ci sono persone influenzabili. Basta che uno insinui un dubbio, dica una parola diversa, esprima una opinione del cazzo e queste vanno dalla sua parte.

E’ che no, in certi casi non esistono opinioni paritarie. No signori, esistono da un lato fatti argomentati e dimostrabili, dall’altro ipotesi a cazzo; da una parte ci sono risultati scientifici corredati da uno storico di prove e conferme, dall’altra una infinita e indegna serie di puttanate enormi.

Sul web rispettabili manicure contraddicono luminari e chirurghi sui metodi di cura, sulle terapie dei peggiori mali: “Per questi sintomi, il trattamento con la levofloxacina non mi trova d’accordo, è più consono procedere con un frullato di urina e succo di lampone, lasciato riposare due giorni vicino ad un arbusto di ginepro.” E poi se dici loro che il french nails si può fare anche sullo smalto non asciutto si incazzano, ti segnalano, ti bannano. “Sacrilegio!!! Il french nails non si fa sullo smalto umido, maledetto troglodita.”

La casalinga scrive: “Dottore, se mi permette, il Ketorolac non è proprio consigliato per questo tipo di patologia, specie perché in presenza di particolari allergie, potrebbe causare eruzioni cutanee e prurito. Meglio sarebbe inalare fumi di vaniglia e zenzero, in una sala completamente insonorizzata arredata con mobili candidi”. E poi lo stesso dottore per errore in salotto una sera posta ignaro un innocente e timido commento: “L’amatriciana la preferisco con abbondante pancetta.” “Come cazzo ti permetti? Ignorante!!! Nell’amatriciana ci va il guanciale cazzo, becero idiota illetterato…ti banno a vita, ti segnalo maledetto!!!”

Ma vaffanculo va.

E’ ovvio, come potrei negarlo? Anche io sono fermamente convinto che, piuttosto che studiare, schiumare sangue e farsi il culo per tutta la vita nelle università, nei laboratori, negli ospedali e provare a capire come funziona la natura di cui siamo parte, è più semplice sedersi sul cesso la mattina, aprire Facebook e convincersi in un attimo che esistono lobby di qualsiasi cosa che ci pilotano come meglio credono. Certo che è più semplice.

Ci sono individui talmente convinti dell’esistenza e della potenza delle lobby di Big Pharma, di Bilderberg, del Nuovo Ordine Mondiale, di Israele, che tra poco non mi  meraviglierei si convincessero che i complottisti sono stati creati dalle lobby di Big Pharma, da Bilderberg, e dagli israeliani per distrarre la gente dalle lobby del french nails e dell’amatriciana.

Ma se veramente ci fosse qualcuno che nel mondo manovra tutto e decide le sorti dell’economia, della scienza, della finanza, davvero vorreste saperlo? Facciamo anzi una ipotesi, che sia tutto vero, sì è così, tutto deciso. Vorreste dirmi che potremmo fare qualcosa per cambiare il mondo? Con queste facce? Magari dallo stesso cesso su cui siamo seduti la mattina, che ne dite?

Una infermiera ha finto di vaccinare quasi cinquecento bambini, quando in realtà non infilava loro la siringa nel braccino ma svuotava tutta la fiala dentro un cestino. L’hanno scoperta perché il cestino cominciava a mettere tutti i rifiuti in fila, divisi per forma e per colore. Era diventato autistico pure il cestino. Cazzo ridete? Questo è il mondo che un sacco di gente immagina.

A tanti piace il mondo in cui è meglio che il loro figlio muoia di morbillo piuttosto che diventare autistico.

La verità è che alle persone piace vivere di merda. Vivono una vita in cui il loro problema non è che li inculano, ma piuttosto godono nell’esserne consapevoli.

Vi dico una cosa, rassegnatevi, di scienza possono parlare solo gli scienziati, gli altri possono solo ascoltare. Non esiste democrazia nella scienza né opinione.

Tutti gli altri possono tornare a occuparsi di post coi buongiornissimi, coi gatti fuffosi e coi disegni sulla schiuma dei cappuccini.

Deportazione e confino.

Lo sterminio per motivi razziali è deprecabile e disumano e prego l’umanità affinché non si ripeta mai più. Ma rivaluterei la deportazione ed il confino per le seguenti categorie di persone, indipendentemente dalla razza:

        Quelli che ti seguono attaccati ad un metro dal culo nella corsia di sorpasso dell’autostrada, nonostante abbiano delle macchine di merda. (Se sto sorpassando a sinistra una macchina, vuol dire che alla mia destra è presente un oggetto solido per lo più metallico. Essendo anche io seduto nell’abitacolo di un oggetto solido per lo più metallico, per le leggi della fisica valide nella nostra dimensione, non posso compenetrare l’auto alla mia destra. Ragione per cui non me ne frega un cazzo che tu sei a un metro, piuttosto inchiodo e ti faccio compenetrare dalla cassetta di fichi d’india che ho nel portabagagli posteriore, che è molto più resistente del tuo cofano, al cui interno è oltretutto contenuto un motore di merda.)

        I baristi dell’Autogrill che ti fanno il cappuccino portando il latte a una temperatura di oltre cento gradi e poi ti avvertono: “Se è troppo caldo, le verso altro latte freddo.” (A parte che se me lo hai chiesto vuol dire che hai la coscienza sporca, ma dato che mi hai fatto la tazza colma, dove cazzo lo versi l’altro latte? Vuoi che faccia spazio nella tazza bevendo mentre tu mi guardi con il tuo sorriso di merda intriso di sadismo? No caro, piuttosto lo verso sui coglioni, cioè su quelli che hanno detto sì al menu mattina.)

        Le commesse che appena entri in un negozio ti sorridono dicendo: “Se ha bisogno chieda.” (No, guardi, sono un orgoglioso del cazzo e anche se mi serve qualcosa non ti domanderò mai niente).

        Quelli che sono a tavola in sei e ordinano antipasto per tre e arrosto per quattro. (Allora ditemi chi sono quei tre che non vogliono l’antipasto e quei due che non vogliono l’arrosto, perché se magari uno anche più di uno coincidono, sarebbe il caso che se ne tornino a casa, visto che non hanno fame e non hanno motivo di venire a rompere i coglioni a noi qua al ristorante. Se io voglio l’antipasto ne voglio uno, se voglio l’arrosto ne voglio uno, sennò non lo voglio. Altrimenti facciamo una cosa, visto che la prossima volta siamo cinque, portate le vostre tre mogli.)

        Quelli che quando ti invitano a casa hanno la casa perfetta, lucida e senza un soprammobile fuori posto. (Premesso che sapevi che sarei venuto, nulla mi garantisce che negli altri giorni dell’anno qui dentro non vi siano sacchi di monnezza e resti di arance, e siate  a tutti gli effetti dei sepolti in casa. Secondo, cosa pensi? Che io ritenga possibile che tu viva in cotanto ordine tutti i giorni? Quindi o non fai un cazzo e hai la possibilità di raccogliere dopo un secondo ogni singola briciola o capello che ti cadono, oppure vivi altrove, magari in un camper parcheggiato sotto, in una tenda nel giardino condominiale o hai affittato un monolocale a fianco dove trasporti tutta le merda che produci e che nessuno vuoi che veda.)

Da “Life ahead”

Vi dicono costantemente cosa pensare e cosa non pensare. Libri, insegnanti, genitori, la società che ci sta intorno, tutti ci dicono cosa pensare, ma nessuno mai ci aiuta a capire come pensare. Sapere cosa pensare è relativamente semplice, perché dalla nostra prima infanzia le nostre menti sono condizionate da parole, frasi, comportamenti consolidati e pregiudizi. Non so se avete notato come le menti della maggior parte delle persone anziane sono fisse; sono messe come argilla in uno stampo, ed è molto difficile penetrare quello stampo. Questa forma della mente è il suo stesso condizionamento. La mente non può mai essere libera se è costretta in una forma. È molto difficile per una mente di questo tipo liberarsi dai suoi condizionamenti e andare oltre, perché questo condizionamento le è imposto, non solo dalla società, ma anche da se stessa. Vi piace il vostro condizionamento perché non osate andare oltre. Come crescete, iniziate a vedere come le varie influenze comincino a darvi una forma. In definitiva, se non vi ribellate a questo processo, diventate come una macchina automatica, funzionante senza creatività, senza un pensiero davvero originale. Tutti ascoltate questo, ma alla fine cosa succederà? Sapete molto bene che cosa stia per succedere — a meno che non vi siate ribellati, sarete semplicemente come il resto del mondo perché non oserete essere altrimenti. Sarete così condizionati, così forgiati, che avrete paura di liberarvene da soli. Vostro marito vi controllerà, vostra moglie vi controllerà, e la società vi dirà ciò che dovete fare. Così, generazione dopo generazione, l’imitazione andrà avanti. Non esiste nessuna iniziativa reale, non c’è libertà, non c’è gioia. Il mondo non vuole che voi pensiate, non vuole che voi siate liberi di scoprire, perché allora sareste cittadini pericolosi, non avreste il vostro incasellamento nel modello consolidato. Un essere umano libero non può mai sentire di appartenere ad un paese in particolare, a una classe o a una tipologia di pensiero. Libertà significa libertà ad ogni livello, e per tutta la profondità. Così quando siete giovani, è molto importante essere liberi, non solo a livello della coscienza, ma anche nel profondo. Dovete vigilare su voi stessi, ed essere sempre più consapevoli delle influenze che cercano di controllarvi o dominarvi. Ponete sempre domande, indagate e ribellatevi. La libertà non deve essere acquistata. Non potete uscire e comprare la libertà al supermercato. Non la potete ottenere leggendo un libro. La libertà presuppone intelligenza. Ma che cos’è l’intelligenza? Ci può essere l’intelligenza quando c’è la paura, o quando la mente è condizionata? Quando la mente è prevenuta, o quando siete molto ambiziosi e volete salire la scala del successo… Quando siete preoccupati di voi stessi, quando seguite o venerate qualcuno, ci può essere intelligenza? Di certo l’intelligenza si manifesta quando comprendete e vi distaccate da tutta questa stupidità. Per cui passate all’attacco; e la prima cosa da fare è essere consapevoli che la vostra mente non è libera. Dovete osservare come la vostra mente è vincolata da tutte queste cose, e solo allora ci sarà l’inizio dell’intelligenza, che porta alla libertà. Siete voi a dover trovare la risposta.

[Krishnamurti]

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